giovedì 22 settembre 2016

Salento vs Briatore


Social e giornali recentemente non parlano di altro: Briatore boccia il Salento!
Fra un commento sensato, tifo campanilistico e qualche immancabile commento da "webete", la polemica é servita.

In sintesi, Flavio Briatore giunto nel Salento per presentare il suo Twiga, locale extralusso del marchio Bilionaire Lifestyle, accusa la penisola salentina di non essere una meta appetibile per i super-ricchi. Rincarando la dose, indicando che i super ricchi non vogliono musei, cultura e paesaggi, ma feste e lusso. A questo riguardo, mi sembra che Briatore abbia preso un palo non da poco. Il Salento, ha sviluppato il suo marchio turistico sull'arte, le tradizioni e la bellezza della sua terra. Una ricetta, sicuramente migliorabile, ma che sta ottenendo ottimi risultati. Quindi per quale ragione adesso dovrebbe cambiare la sua identità? Sarebbe come chiedere alle sue discoteche o i suoi hotel di aprirsi ad un turismo popolare, o applicare prezzi e servizi da "Ostello della gioventù". Non avrebbe senso. Quindi perché il Salento dovrebbe cambiare la sua immagine e la sua anima? 

Lo scivolone di Briatore é così chiaro che non ha senso approfondirlo. Ovviamente la polemica si é concentrata proprio su questo punto, tralasciando altre cose dette che invece dovrebbero essere approfondite. Non perché Briatore sia un mentore, ma perché alcune critiche dovrebbero essere prese in maggiore considerazione. In particolare quando dice : "é un posto bellissimo, che però non può vivere da solo. Servono strade per arrivarci, aeroporti, infrastrutture che rendano facile raggiungerlo". E su questo ha ragione.

Ad oggi il Salento é alla moda, é in grande crescita, ma per continuare in questa crescita, e renderla durevole il solo territorio non basta. La cultura, le tradizioni, le masserie non possono reggere l'intero turismo. Ad oggi per raggiungere Lecce, dall'aeroporto di Brindisi, con auto propria ci vuole un oretta. Ma il turista che arriva, per passare le sue vacanze, ovviamente non ha la macchina con se. Quindi scende dall'aereo e si trova abbandonato a se stesso. E questo per raggiungere Lecce.

Chi raggiunge la penisola in estate, ovviamente cercherà il mare, ed il Salento é una terra da girare. E qui le strade ed i collegamenti, come dice Briatore mancano davvero. Pensiamo alla lunga odissea della Maglie - Leuca, odissea intesa per i tempi necessari per percorrerla, e per i tempi biblici per rinnovarla. L'assenza di un servizio pubblico efficiente per raggiungere le mete turistiche, e di interesse. Una linea ferroviaria, che non può essere la Ferrovia Sud-Est. Su questo Briatore ha ragione. Come spesso invece succede, tutta la discussione si é spostata sul fatto che il Salento non é per Super - ricchi, insomma la scoperta dell'acqua calda. Il fatto però é che se il Salento non migliora i suoi collegamenti non riuscirà a sviluppare più di tanto il suo territorio.






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